AI a tutti i costi? Sicuri sia una scelta intelligente?

Ho deciso di tornare a scrivere sul mio blog dopo anni di stop.
Anni in cui mettersi alla tastiera a scrivere senza lo zampino dell’intelligenza artificiale sembra una cosa tanto strana quanto surreale.
Ormai tutti nel settore (ma anche in altri ambiti) usiamo l’AI per agevolare il nostro lavoro, per produrre più contenuti, essere più veloci, più performanti e “buttare fuori” articoli e post alla velocità della luce.
Ma la vera domanda è: PERCHE’?
Chi pensi legga quello che hai scritto se tanto si sa che la stessa cosa la si può trovare identica su chatGPT?
Chi pensi che riesca a star dietro ai 7 post o video che hai prodotto più velocemente questa settimana grazie all’AI?
Chi pensi che venga a cercare soluzioni da te quando l’AI stessa trova mille soluzioni diverse (e spesso migliori) rispetto a quella che puoi fornire tu a chi ti segue?
Stiamo perdendo il senso del fare le cose… e non sappiamo nemmeno il motivo che ci spinge a farle.
L’importante è FARE FARE FARE FARE… che tanto, c’è zero fatica dietro a tutto questo fare.
Perché se prima per creare un contenuto dovevi:
- pensare a cosa dire
- che forma dare al contenuto
- come realizzarlo
- registrare il video più e più volte perché ti “impallavi” mentre parlavi o facevi ripetizioni o semplicemente riguardavi il video e non ti piacevi
- creare le immagini scattando mille foto per avere quella giusta
- mettersi a creare grafiche con mille bozze diverse e immancabilmente tutte ti facevano schifo
- pensare a cosa scrivere sotto al contenuto, rileggere per trovare errori di battitura, rileggere ancora e poi…
pubblicare (sperando di non aver lasciato errori o refusi)
Ora per pubblicare un contenuto e crearlo sai quanto ci vuole?
Ci vuole il tempo di chiederlo a una macchina, che elabora tutto quanto AL POSTO TUO:
dal tone of voice, al target a cui stai parlando, allo script del video che devi registrare – leggendo, ovviamente, così eviti di blaterare e arrivi dritto al punto senza perderti nel discorso – perdendo ovviamente tutta la spontaneità che deriva dal fatto di essere umani e non robot, alla parte grafica, all’immagine stessa e infine al testo da inserire.
Già tutto pronto, perfetto, pulito. Senza la minima sbavatura.
Quindi dato che ci ho messo così poco e sono stata così brava… posso fare anche 10 contenuti e averli già pronti da buttare sulle piattaforme.
Bellissimo, fighissimo… ma a che pro?
Dove sta il bello di mettersi a creare qualcosa da zero e condividerlo con gli altri?
Che sforzo ho fatto oggi per raggiungere l’obiettivo della giornata?
Che impegno ho messo nel realizzare la mia comunicazione?
Te lo dico io: ZERO.
Ma proprio ZERO di tutto: zero impegno, zero immaginazione, zero inventiva e creatività, zero ricerca di soluzioni che ci facciano venire idee brillanti (ma anche solo idee basterebbe).
La pappa pronta è comoda… ma a discapito della nostra testa. Che si atrofizza.
Il nostro cervello è un muscolo e se usi l’intelligenza artificiale per pigrizia…
…perché “così faccio prima e finisco prima”
…perché “così almeno anche oggi ho pubblicato qualcosa”
…perché “non sapevo cosa inventarmi”
allora mi spieghi cosa stai dando al pubblico che ti segue?
Sono ben consapevole che stiamo andando sempre più in questa direzione “perché faccio prima” e “perché fa comodo”, ma ci rendiamo conto che ci stiamo facendo del male da soli?
E attenzione bene che io sono la prima che usa l’AI per lavoro, MA DIPENDE sempre COME si utilizza uno strumento.
Il mio esempio preferito è sempre il mattone: puoi usarlo per costruire una bellissima casa, così come puoi scegliere se tirarlo in testa a qualcuno e fargli del male.
Tu come stai usando questo mattone che ci è stato consegnato in modo totalmente gratuito e senza che ne avessimo fatta esplicita richiesta?
Perché ricordiamo sempre che, come anche i social stessi, quando qualcosa ci viene donato gratuitamente, non è realmente gratis… è solo che non vediamo il vero prezzo da pagare per il suo utilizzo.
I social sono gratis MA… creano dipendenza e ci portano a passarci le ore, a fare acquisti, a vedere inserzioni che portano soldi nelle tasche delle grandi aziende che li detengono.
Le card di raccolta punti nei negozi sono gratis MA… richiedono i tuoi dati personali, email e telefono per poter fare azioni di marketing nei tuoi confronti.
L’AI è gratis e portata di tutti MA… cosa credi che sia la moneta di cambio di questo strumento?
Tutto di te. Le tue idee, i tuoi bisogni, le tue esigenze, i tuoi dubbi e paure (chiedi mai all’AI qualcosa per risolvere un problema di lavoro o di salute?), i tuoi pensieri.
E lei fa database. Di qualunque cosa.
Ma soprattutto… spegne il tuo pensiero critico.
Perché più il tempo passa, più noi facciamo affidamento a uno strumento che metterà in dubbio persino le nostre capacità più fondate di prendere decisioni giuste e chiederemo sempre più il parere di una macchina costruita per servire, ma che in realtà ci rende sempre meno sicuri di noi stessi e delle nostre abilità, acquisite magari in anni di esperienza “perché tanto l’AI lo fa meglio”.
Una conclusione per questo sproloquio non ce l’ho. Come per ogni nuova invenzione, ci vorranno anni prima di capire il reale impatto (positivo o negativo che sia) nelle nostre vite e nel nostro lavoro.
Quello che è certo è che dobbiamo saper dosare bene nel nostro quotidiano la quantità di tempo, risorse e materia grigia che andiamo a risparmiare o sacrificare facendone l’uso più etico, corretto e intelligente possibile.
Non è scontato e non è facile perché solitamente “il nuovo” o attira o spaventa. E credo che entrambi gli estremi siano in ogni caso nocivi per la nostra evoluzione.
Come dice qualcuno che sto cercando di ascoltare sempre più nella mia vita, “la via del mezzo” è sempre quella che ci porta nella giusta direzione.
Nicole
