Perseverare o cambiare strada?

Nel mondo del “tutto e subito” e del “tutto si può, basta volerlo”, c’è un piccolo paradosso che ci può destabilizzare.
Lo so perché, ovviamente, ci sono passata anch’io diverse volte.
Il grande dubbio che attanaglia le menti di chi sta intraprendendo un percorso fuori dagli schemi, dall’ordinarietà del lavoro dipendente, è:
“Ora che ho intrapreso il mio cammino, che ho costruito qualcosa di mio, per quanto tempo devo attendere prima di vedere i risultati?”
Oppure…
“Quanto tempo ho prima di decidere che cambiare idea o progetto sia la strada giusta? E se continuo per questa strada e non fosse quella giusta?”
“E se l’idea che ho avuto ieri fosse in realtà quella che devo perseguire e lasciar perdere il resto?”
E ancora…
“Quanto devo fallire prima di capire se sono sulla strada giusta o se è meglio cambiare percorso?”
Belle domande. Ottime, direi.
E anche giuste da porsi… nei giusti termini però.
Un esempio per chiarire
Parto a fare questo ragionamento da una mia esperienza personale: la scelta di diventare libera professionista.
Scelta fatta con consapevolezza, dopo anni in cui sentivo che volevo di più dalla vita, che volevo realizzare quel sogno che era rimasto nel cassetto per troppo tempo.
Un giorno ho dovuto prendere una decisione, così, su due piedi perché era fermo alla stazione il MIO treno. Quel treno che tutti attendiamo e che tante volte non ci accorgiamo che è lì che ci sta aspettando, finché poi parte ed è ormai tardi per salire.

Ecco, io quel giorno ho visto che il treno era lì fermo alla stazione. L’ho capito che o salivo subito o non potevo sapere quando sarebbe ripassato a prendermi.
Mi sono buttata. Ho preso il treno della vita da freelance.
Ho fatto una scelta. Ne ero felice ed elettrizzata.
Solo una volta a bordo, dopo che il viaggio inizia a farsi tortuoso – passi foreste, deserti, montagne (a volte persino montagne russe), fai dei tratti senza rotaie (e non sono così piacevoli) – inizi a farti qualche domanda.
Ma quando si arriva? Ma perché sto passando da questa parte? Magari c’era una strada più breve? E se avessi preso il treno sbagliato? E se a quella fermata… forse dovevo scendere e non l’ho fatto. E se ora fossi bloccata su questo treno chissà fino a quale altra stazione?
Certo, questo viaggio ha i suoi bellissimi vantaggi rispetto a ciò che stavo lasciando. Dopotutto, era il mio grande sogno.
Ma se mi fossi sbagliata? E ora che faccio?
Dubbi legittimi, soprattutto perché, girovagando in questo mondo, ti capita di vedere altre persone, su altri treni, che fanno viaggi diversi dai tuoi. Ti capita di incrociarli in qualche stazione oppure di… vederli online, sui social. E lì tornano i dubbi: “Vedi che c’erano altre strade, altri posti… allora forse non sono sul treno giusto…”
Metti in dubbio ogni cosa. Ogni scelta. Ogni passo.
SOLO perché:
- ti confronti con gli altri e vedi solo il bello del loro cammino
- credi di essere la sola ad avere certi dubbi
- hai paura o di esserti sbagliata o di perderti qualcos’altro che magari deve ancora presentarsi sulla tua strada o che magari (se non cambi treno) non si presenterà mai.
Viviamo in un’epoca storica in cui abbiamo TROPPE POSSIBILITA’. E’ tutto troppo a portata di mano.

Che da un lato può essere un bene perché anni e anni fa, molti dei nostri genitori o nonni non avrebbero potuto permettersi il lusso di poter scegliere realmente delle loro vite.
C’era l’azienda di famiglia da portare avanti e i tuoi piani erano diversi? Poco importava, sapevi che il tuo destino era quello.
Avresti voluto studiare ma la scuola costava troppo? Facevi senza e andavi a lavorare in fabbrica anche se non ti piaceva.
Ti sarebbe piaciuto andare all’estero o vivere altrove o aprire la tua attività ma non avevi le spalle coperte? Dovevi rinunciare.
Non che oggi non ci siano queste situazioni intorno a noi, solo che una volta che non c’erano il digitale e nuove professioni nascenti, avevi molte meno possibilità di porti certe domande, perché semplicemente non si poteva. Punto.
Oggi ti fanno credere che si può tutto (o quasi). E questo ci manda in crisi.
Perché se oggi la mia attività non va propriamente come avevo immaginato, allora posso pensare di prendere un’altra strada e cambiare totalmente da un giorno all’altro.
Avevo più di un sogno nel cassetto? Dopo un anno che il mio primo progetto non va, lo mollo e tento un’altra strada.
E’ giusto? E’ sbagliato?
Forse il punto sta nel fatto che, avendo queste mille opportunità a portata di mano, abbiamo perso la capacità di perseverare nonostante le difficoltà.
Cambiamo strada ancora prima di vedere se dietro quella montagna magari c’è il mare che tanto stavamo aspettando. Vediamo l’ostacolo, molliamo e cambiamo idea, strada, percorso, perché pensiamo che l’altra strada, quella che non abbiamo ancora intrapreso, forse era più giusta di questa.
Ma quindi cosa fare quando si è così in dubbio?

Non ho la verità in bocca e nemmeno la risposta giusta ma… una piccola teoria che si può provare ad applicare in caso di dubbi su decisioni come queste.
Credo che nel nostro profondo, in una parte di noi che non sempre siamo in grado o vogliamo realmente ascoltare, sappiamo cosa è giusto per noi stesse.
Siamo solo costantemente disturbate da un rumore, un brusio costante che aleggia intorno a noi, nelle nostre giornate, nelle nostre vite.
Per ascoltarci realmente e capire cosa è bene per noi, dobbiamo annullare il brusio.
Credo che il silenzio abbia un potere magico in questo senso.
Ci permette di fare chiarezza mentale.
Togliamo le distrazioni. Proviamo a restare sole con noi stesse e cerchiamo un luogo e un momento di vera pace e tranquillità.
Meditare può aiutare a calmare la mente. E se la mente è calma, ha modo di capire meglio di cosa abbiamo realmente bisogno per essere serene e soddisfatte delle nostre scelte di vita.
Ma attenzione. Non è questa la soluzione per ogni male perché, se bastasse meditare, tutti i nostri dubbi esistenziali svanirebbero così come sono venuti.
Credo che oltre a fare chiarezza mentale, ci serva darci un tempo, per evitare di prendere decisioni affrettate delle quali ci potremmo pentire.
Ovvio che, quando trovate il vostro treno in stazione e sentite che la cosa più giusta da fare è saltarci su, credo che l’istinto difficilmente sbagli. Però è una cosa che dovete sentire forte nelle viscere, dovete capire nel profondo che è proprio quella cosa che stavate aspettando da tempo.
A me è capitato giusto quelle 2 o 3 volte nella vita e so che, nonostante tutte le difficoltà, sono i treni migliori che abbia potuto prendere.
Non sono stati treni presi alla leggera, ho fatto anche fatica a salirci, ho dovuto lasciare in stazione dei bagagli che non riuscivo a portare a bordo, eppure… mi stanno portando ancora verso mete che so essere quelle più giuste per me.
Quindi, va bene la chiarezza mentale e lasciare la confusione, va bene l’istinto ma… credo manchi un ultimo elemento: la responsabilità.
Responsabilità di cosa?
Di prendere una decisione e portarla avanti per un ragionevole periodo di tempo, darsi una tempistica abbastanza lunga per cercare di mantenere l’impegno preso verso se stesse. A volte solo il tempo ci permette di capire se vale realmente la pena proseguire per quella strada o scendere alla prossima fermata e cercare altrove per realizzare noi stesse.
Non si può cambiare idea ogni giorno, vivere in balìa della nostra indecisione, perché finiremmo per farci ammaliare da tutte le migliaia di possibilità presenti nel mondo intorno a noi senza considerare cosa realmente dà senso alle nostre giornate.
Quindi stasera, quando andrete a letto, nel turbinio dei vostri pensieri, provate a chiedervi:
“Questa vita, nonostante le mille problematiche del giorno, è quella che vorrei avere anche tra 5 anni? O mi vedo da un’altra parte perché sto andando parecchio lontano dai miei sogni?”
Rispondete con onestà e poi decidete… se scendere dal treno in corsa, se aspettare la prossima fermata e cambiare o … se siete esattamente su quel treno che vi porterà, oltre la montagna, verso il vostro mare.
Nicole
